Sulla cogestione degli spazi

Il 9 aprile di quest’anno gli studenti e le studentesse di eXploit hanno occupato l’ex aula AM2 del dipartimento di matematica. Quello spazio era fino a quel momento fortemente sottoutilizzato e riservato a corsi di eccellenza. La carenza di spazi è uno degli effetti significativi della crisi in cui versa l’università oggi; una carenza che trasforma radicalmente la quotidianità universitaria privando gli studenti non solo di spazio fisico ma anche di spazi di incontro, scambio, condivisione, socialità e confronto.

Da qui nasce l’esigenza dell’occupazione di eXploit, che è oggi un aula studio attraversata e vissuta quotidianamente da decine e decine di studenti di ogni corso di laurea. eXploit è anche spazio di autoformazione, creazione di saperi critici e sede di seminari e laboratori autogestiti.

L’evidente riuscita dell’esperienza di eXploit è stata riconosciuta dallo stesso dipartimento di matematica, che in virtù di ciò ha deciso di avviare una trattativa con gli occupanti per la regolarizzazione dello spazio e del suo utilizzo, esprimendo alcune precise esigenze sulle quali ci siamo confrontati.
Riconosciamo le esigenze che durante questa trattativa ci ha espresso il Dipartimento, ed è nostra precisa volontà accoglierle.

La prima di queste riguarda la necessità di monitorare l’accesso all’aula tramite l’installazione di lettori di tessere magnetiche. Su questo punto si è raggiunto un accordo anche a seguito dell’impegno da parte del dipartimento di permettere l’accesso all’aula a tutti gli studenti dell’ateneo.

La seconda riguarda, invece, l’impiego dell’aula anche da parte del dipartimento a fini didattici e per conferenze scientifiche. Durante i due mesi di occupazione tutte le volte che un docente ha avuto bisogno di utilizzare l’aula AM2, vi ha potuto svolgere regolare attività, in accordo con gli studenti. Nella apertura integrale che caratterizza lo spazio non vogliamo certo escludere docenti, ricercatori, dottorandi etc.. Questa prassi potrà proseguire, anche dopo l’eventuale regolarizzazione dell’aula, a patto che l’esigenza di utilizzo dell’aula sia determinata dalla reale assenza di spazi disponibili all’interno del Polo Fibonacci.

Avanziamo un’unica istanza, sulla quale non siamo disposti a cedere terreno, per preservare la forma assunta in questi due mesi dal progetto, ed è quella che l’aula AM2 sia gestita da un’assemblea aperta. La gestione assembleare dello spazio e il confronto aperto sui temi e le attività con cui riempirlo è per noi imprescindibile, perché in questi mesi abbiamo compreso come le potenzialità di questo progetto non risiedano tanto nella disponibilità di un nuovo spazio, ma nel valore aggiunto del coinvolgimento diretto delle persone che quotidianamente lo vivono, lo fanno proprio e si mettono in gioco direttamente per costruirne il futuro. Crediamo  infatti che l’assemblea sia il miglior modo per dare reale possibilità  di utilizzare, costruire e pensare lo spazio a tutti coloro che lo vivono e lo strumento imprescindibile per organizzare le attività che si svolgono all’interno dell’AM2.

La ragione per cui non siamo disposti a cedere è che riteniamo che la natura di questa esperienza e le forme di condivisione che ha assunto in questi mesi non siano confinabili dentro un meccanismo totalmente asettico di prenotazione online, come avviene per le altre aule dell’ateneo.
Nel prendere parte a questa trattativa, fortemente voluta dal dipartimento di matematica, abbiamo accolto tutte le esigenze sostanziali dello stesso e crediamo che un mancato riconoscimento di questa nostra unica richiesta rappresenti un mancato riconoscimento dell’esperienza di autogestione e condivisione che eXploit è stata in questi due mesi. È evidente che una chiusura del dipartimento su questo punto non può che minare alla base il dialogo avuto fin’ora; rifiutare una gestione assembleare dello spazio significherebbe rifiutare il dialogo e la gestione in comune tra le diverse componenti dell’università.

Gli studenti e le studentesse di eXploit

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