Seda è libera – comunicato stampa

Oggi 9 Maggio 2013 si è tenuta la conferenza stampa dopo la scarcerazione di Seda Aktepe, avvenuta poichè il titolo di custodia per il quale era stato richiesto il suo arresto a fini di estradizione è stato revocato dall’autorità giudiziaria della Turchia.

Oggi Seda ha raccontato la storia della sua vita da dissidente politica. Nel 2004 è stata arrestata insieme ad altre 45 persone ad Ankara mentre manifestava contro una legge che inaspriva le condizioni detentive dei prigionieri. Al processo che ne è seguito le è stato però imputato il reato di terrorismo perchè ritenuta vicina al MLKP, un’organizzazione della sinistra radicale (messa fuori legge nel 2007). Il processo, conclusosi nel 2010, ha portato alla condanna a 7 anni di reclusione. Seda aveva già scontato, in attesa del processo, 7 mesi in carcere ed in questo periodo è stata torturata e violentata.
Nel 2009 è scappata in Svizzera per sfuggire alla persecuzione attuata dalle autorità turche ed ha ottenuto l’asilo politico lo scorso Febbraio.
È venuta in Italia per passare le vacanze con il suo ragazzo e lo scorso 30 Aprile è stata arrestata a Castiglioncello e portata al carcere Don Bosco di Pisa. Seda ha detto di non aver subito violenze fisiche all’interno del carcere, tuttavia ha passato, preventivamente, 8 giorni in stato di isolamento totale senza la possibilità di avere contatti con l’esterno.

Come eXploit riteniamo che la vicenda si sia conclusa positivamente, ma non manchiamo di sottolineare che il tentativo di far passare Seda come terrorista per aver espresso il suo dissenso verso il suo governo costituisca una violazione, pericolosa e comunque inaccettabile, di qualunque garanzia democratica.
Riteniamo quindi, che la creazione di un clima di emergenzialità, nel quale le espressioni, anche decise, di dissenso politico siano trattate come atti eversivi per i quali si invocano stigmatizzazione e repressione preventiva siano, oltre che semplicistiche, anche estremamente pericolose. La storia di Seda dimostra che l’abuso della categoria penale di “terrorismo” possa diventare un vero e proprio strumento di persecuzione nei confronti di chi reagisce a politiche che mortificano l’esisenza ed eliminano qualunque diritto umano e sociale.

eXploit – Pisa

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